Ritorno a Bolgheri

09/03/2026 Vino, Architettura, Arte

 

Passione, nasce, si consolida, si affievolisce ma poi si riaccende sempre, in questo caso verso il buon vino e il mondo che lo circonda.

Tra le mie passioni c’è quella di conoscere le cantine, ammirare i vigneti, le strutture architettoniche, ascoltare la storia all’accoglienza e degustare il vino che viene prodotto.

Grazie a AIS Brescia, ho avuto la possibilità di visitare 4 realtà in terra Toscana, o meglio tre, visto che la prima si trova in Liguria anche se a meno di 200 metri dalla Toscana.

Si tratta di Lunae, poi a seguire Ornellaia, Caccia al Piano e Castello di Ama.

Da tempo chi visita una cantina prestigiosa ha la possibilità di ammirare impronte di architettura significative, spesso Archistar hanno posto la loro firma su queste strutture che si prestano meravigliosamente in relazione all’ampiezza degli spazi e la disposizione dei volumi, quindi corpi dedicati all’accoglienza, parallelepipedi di acciaio, pietra e vetro, per garantire luminosità, essenzialità e pulizia formale, alla lavorazione con l’ inox, componente essenziale delle sale,  e ipogei dedicati all’affinamento del vino dove prevale il cemento armato, con pilastri, setti, soffitti e la pietra viva.

A Lunae, il Corten, è impiegato in modo massiccio, nella recinzione della proprietà, nelle cancellate, ma anche nella sala degustazione e le scale.

Volumi costruiti in cemento armato a vista, tinteggiato di nero effetto traslucido,  tronchi sezionati di ontani scortecciati e levigati, cerchi di luce nella bottaia, doghe lignee al soffitto a evocare la stiva di una nave.

Suggestioni tra i profumi dell'uva, del legno, della materia.

Degustazione di vermentino e olio eccezionale.

Ornellaia, cantina principe, motivo scatenante della mia partecipazione alla gita studio, punteggiata da filari pettinati, ceppi molto bassi, struttura imponente,la sala degustazione, al piano superiore, raggiungibile da scale in vetro sospese, soffitto in legno lamellare, aggetto a ricordare la prua di una nave rovesciata.

Bottaia con barrique fasciate di rosso, eleganza e ricercatezza.

E poi il caveau con tutte le bottiglie coricate dalla prima vendemmia, solo quello vale il viaggio.

In degustazione le Serre Nuove dell’Ornellaia, le Volte dell'Ornellaia, e Ornellaia 2022, eccellente vino, taglio bordolese, sicuramente da aspettare a lungo, ma che ha anticipato la sua unicità ed equilibrio.

Secondo giorno, respiro mattutino del mare di San Vincenzo, tappa a Caccia al Piano, qui la costruzione rispecchia ancora l’impianto originale dedicato a struttura di caccia, sala degustazione luminosa, succesione di archi in mattoni, ragni di luce alle pareti.

Particolarità, bollicine rosè, in quanto la proprietà e di Guido Berlucchi, per cui parte della produzione, per forza dedicata ai vini rifermentati in bottiglia.

Pomeriggio a Castello di Ama, vista mozzafiato, borgo di case in pietra e tetti in cotto, arsi dal sole, viottoli lastricati in pietra, chiesette e ville settecentesche, cantina attraversata da una brezza costante, di fronte vigneto dell’Apparita suddiviso in due parcelle, ceppi bassi disposti a libro aperto, 50-60 anni, sassi in Galestro affioranti, è il fiore all’occhiello dell’Azienda.

Qui vengono studenti dalle università a fare stage, la proprietà ci tiene, iniziativa bellissima.

Sale interne molto curate, cotto in terra, soffitto in volterrane, arredi studiati, divani, lampade, legno, da rivista di architettura.

Degustazione in bicchieri bombati, sottili, (ogni cantina aveva calici molto belli) Chianti classico, minimo 80% Sangiovese, spezie, frutta, rosmarino, sangue tipico del vitigno, per poi arrivare all’Apparita, qui però è merlot 100%, vino meraviglioso, tra l’olimpo della denominazione in Italia con il re Masseto, ma direi anche Redigaffi di Tua Rita, vini che ho degustato in passato.

Riporto anche il suggerimento di chi ne sa, citando un altro merlot pregevole di produzione franciacortina, mi riferisco a quello di Ca’ del Bosco.

E poi anche Arte Contemporanea, sia a Ornellaia che a Castello di Ama, sono esposte in maniera permanente opere di artisti di tutto il mondo, tra quelle che ho ammirato cito i nomi e lavori di Michelangelo Pistoletto-l’Albero di Ama, Chen Zhen-La lumière interiéure du corps humain, Kendell Geers-Revolution/Love, Bosco Sodi-Galaxia, Louise Burgeous-Topiary, Daniel Buren-Sulle vigne:punti di vista.

Espressioni di creatività artistica ormai parti del paesaggio e delle cantine, un valore aggiunto, natura+uomo in dialogo costante.

 

Nota a margine

In relazione al binomio architettura-vino, a chi dovesse trovarsi in Val di Cornia consiglio di  visitare Petra, per il progetto, per il vino.

 

Per approfondire

www.cantinelunae.com

www.ornellaia.com

www.cacciaalpiano.it

www.castellodiama.com